mercoledì 23 giugno 2010

Il caso Nutella


Si è molto parlato in questi giorni del famigerato scandalo europeo sorto attorno di uno dei prodotti simbolo dell'industria dolciaria del bel paese. Il prodotto è nientemeno che la Nutella, la cioccolatosa crema alla nocciola di cui tutti vanno matti. I social network (facebook in prima linea come sempre) nonchè una buona fetta dei siti internet dedicati all' informazione hanno allarmato in questi giorni il goloso pubblico italiano, portando nuove a dir poco agghiaccianti dal fronte Europeo. "giornalettismo.com", "paperblog.com" e tanti altri titolano infatti: "Nutella vietata dalla Ue" e via discorrendo. Il titolo fuorvia e il popolino della reta da di matto su Feisbuc: link di protesta, pagine di solidarietà, minacce più o meno velate nei confronti del fantomatico Parlamento Europeo. Una violenza mediatica aiutata da una scarsa informazione, dalle notizie a dir poco esagerate sorte in rete ed anche da alcune dichiarazioni (della stessa risma) fatte in seno agli ambienti politici. Qual è la verità in tutto ciò?
La verità è che il Parlamento Europeo ha approvato un atto legislativo sul "miglior profilo nutrizionale". In cosa consiste questo profilo? In una serie di regolamentazioni sull'etichettatura, la visibilità, l'origine e la pubblicità dei prodotti alimentari. L'UE ha perciò stabilito dei parametri (quantità di zuccheri, grassi, importo calorico, etc.) oltre i quali il prodotto in esame deve recare l'avvertenza di nocività. Un po' come le sigarette, anche la Nutella avrà il suo bel "può provocare obesità". A ciò si aggiungerà anche una diversa sponsorizzazione del prodotto che non potrà più proporre il cuoco della Nazionale che imbottisce i nostri già modesti giocatori di pane e cioccolata.
Tutto sommato quindi la Nutella continuerà ad essere venduta, pertanto spero che possa scemare questo "caso nazionale" sorto esclusivamente a causa degli isterismi della Ferrero (che teme in ogni caso un drastico calo delle vendite). Il provvedimento però, a mio avviso, è giusto e considerando che colpirà indistintamente qualsiasi prodotto gastronomico rientra nell'ottica europea della bistrattata educazione alimentare, educazione che anche in Europa (dopo l'America) inizia ad essere più che necessaria.

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