Dunque, la ballata che vi presento è un mio tentativo di riprodurre lo schema metrico dolcestilnovista. Ho tentato addirittura di usare versi endecasillabi e settenari! Ma sia chiaro che, se la metrica è giusta, tutto il resto è di fattura sicuramente insufficiente per poter essere accostato al genere "poesia".
Il componimento è dedicato al bardo (ruolo di un gioco in cui mi cimento qui a Roma, chiamato Dungeons and Dragons) del mio gruppo, il quale ha appena deciso di fare il "master" (e cioè colui che, invece di giocare attivamente, regola e amministra la giocata). Il nostro gruppo di gioco si chiama "SventraPapere" ed è importante ai fini della parafrasi. So benissimo che non interessa a nessuno dei miei intrallazzi da sociopatico ma è tutto necessario per fare in modo che il lettore riesca a dare un senso al testo.
Ballata del Bardo Sid
E' dello grande Bardo
questa la ballata,
di destino ricordata
a poetico stendardo.
Mai più fedel istrione
dal coturnato brando,
vieppiù, di tibia defraudato.
Ultimo ave, cotal canzone,
non potea esser blando;
di questo almeno il gruppo sia lodato!
Il pennuto già sventrato
con ancor meno giubilo,
vedrà di vita tagliar il filo
senza la man del bardo.
Salutate il grande Bardo,
è questa la ballata,
di destino ricordata
a poetico stendardo.
La nigra verga adesso,
impugna saldamente:
una speme di avventura
plenaria di gentil sesso.
Di buona sorte, fortemente,
augurargli nostra è la premura.
Orsù cantiam,con arsura
della gola, vi comando:
acchè il ciel stia domandando
di chi urliam il riguardo.
Salutate il grande Bardo,
è questa la ballata,
di destino ricordata
a poetico stendardo.
quadrazza