Come primo personaggio ho voluto spiazzare un po' tutta la mia cerchia di lettori/conoscenti. Perchè sono sicuro che la maggioranza di voi non vede l'ora di leggere delle gesta del mitico "Baffo", dell'epico "Ottavio" o dello sfuggente "Maresciallo". Oggi invece voglio parlarvi di uno strano individuo, conosciuto durante una vacanza con i miei amici (Lorenzo, Nik ed Ak) in località Monopoli (Puglia), appena dopo la maturità.
Bene, ho concluso la mia piccola introduzione, passiamo senza ulteriori indugi all'articolo vero e proprio:
Il viaggio a Monopoli ha rappresentato per me e per i miei tre amici sopracitati una svolta epocale. Si trattava della prima vacanza completamente soli, completamente maggiorenni e completamente diplomati. Il futuro si dipingeva in lontananza roseo e felice, le preoccupazioni scolastiche (e non) erano scomparse con gli orali della maturità ed il mare in Puglia non poteva essere più bello. Ci aspettava dunque una settimana di completo divertimento, alloggiati in due piccoli ma funzionali bungalow di un villaggio con piscina, accesso privato al mare e tutte le attrezzature necessarie.
Ma non sarebbe stata certo una vacanza memorabile se non avessimo conosciuto Lui.
Lo incontrammo al primo pasto della giornata. Pranzo, cena e colazione venivano infatti serviti con abbondante buffet nella sala ristorante, ed ogni bungalow aveva assegnato una tavolata. Le tavolate erano da otto, per cui nella maggior parte dei casi si finiva per stringere amicizia con gli altri commensali. Noi quattro abbiamo avuto l'onore di stringere un rapporto di cordiale amicizia con una coppia di sposini campani e con una ben rodata coppia di sposi torinesi.
La coppia campana rischiò per colpa nostra il divorzio, poichè riuscimmo subito a distrarre il giovane marito dai suoi dovere coniugali, proponendogli di fare il "quinto" per la nostra squadra di calcetto, partecipante al torneo del villaggio.
Ma il personaggio folk di oggi non era della giovane coppia di coniugi, bensì di quella piemontese. Mi sono scordato il suo vero nome (ed anche se fosse, per ovvi motivi di privacy, non potrei mai rivelarlo) ma sin dal primo minuto gli affibbiammo il nomignolo di "Lambrusco Sposini"; a causa della sua somiglianza con il famoso giornalista ed anche per la sua passione per il vino rosso.
Ogni tavolo aveva infatti (oltre all'acqua a volontà) due bottiglie di vino, uno bianco ed uno rosso. Il bianco non ricordo neanche cosa fosse, il rosso di solito era un primitivaccio aggressivo, che ben si sposava con gli abituali 40 gradi di temperatura esterna. Quella settimana faceva infatti un caldo infernale, tale che la mattina la rifrazione dell'asfalto accecava anche i più coraggiosi. Ancora ricordo una partita a tennis, intorno alle 11.30, durante la quale fui costretto allo stop quando le scarpe si incollarono completamente al cemento del campo. Ma sto divagando.
Tornando a Lambrusco il pasto si svolgeva di solito in piena armonia, tra una chiacchiera ed una bevuta di vino. Il primitivo infatti non riuscivamo neanche a toccarlo, a causa della sua incredibile sete alcolica. Il bianco di solito non finiva mai del tutto, anche se ogni tanto vi attingeva copiosamente (sebbene io abbia il sospetto che lo scambiasse per acqua). Di tutti i pasti quello che più mi stupiva era il pranzo, dove Lambrusco riusciva (oltre che a bere come una cisterna) a mangiare quantitativi immensi di cibo, bissando poi a sera. Solitamente, dopo aver mangiato due bis di primo e di secondo, si alzava ramingo per andare a prendere un piattone di cetrioloni e frutta (che si sa "sgrassano"). Dopo aver ingurgitato la sua razione di frutta e verdura si mesceva un altro quarto di vino, si guardava intorno, per poi esclamare "vado a prendermi un po' di cozze", con il suo solito accento piemontese. E giù con l'impepata.
Una tempra incredibile ed una fibra di altri tempi, che però erano nulla se paragonati ai profondi discorsi affrontati durante le interminabili cene.
-oggi gran bella partita di tennis- iniziava il buon Nik
-è si- facevo io
-certo che tu Lò sei proprio bravo- continuava Ak rivolto a Lorenzo
-Be sai, continuo ad allenarmi a frosinone con il maestro- rispondeva Lorenzo
-Oeeeeee- si sente dai bassifondi del tavolo. Alchè tutti si girano verso Lambrusco, che è lì che rantola per dire qualcosa- Oeeeeebè, noi a Torino- momento di silenzio- abbiamo dei campi da Tennisscc...- gesto rotatorio con la mano, a significare "certi campi che voi del sud ma quando li vedete".
-Dai su "Lambrusco" prendi un po' di patate, che fanno bene!- interveniva solitamente la moglie
- E Anna! E basta co ste patate! Ma quale "fanno bene" che stai sempre li a prender patate, mi farai scoppiare!- rispondeva il salutista piemontese, che poi subitaneamente si alzava annunciando- Vado a prendere un po' di cozze.-
Una volta, affascinato dalla grandezza del personaggio, decisi di sedermi accanto a lui, per potermi beare della sua saggezza. Dopo minuti di silenzio e di grandi masticate, si girò verso di me, per intervenire nel discorso che avevamo intavolato. Appena aprì bocca mi assalì una fiatella incredibile, evidente reazione chimica al vino da tavola, per cui svenni sul posto, perdendo l'occasione di conoscere l'uomo che si celava dietro al mito.
Un mito che continua ancora oggi e che ho voluto condividere con tutti voi. Grazie Lambrusco.
Prosit!
Ogni tavolo aveva infatti (oltre all'acqua a volontà) due bottiglie di vino, uno bianco ed uno rosso. Il bianco non ricordo neanche cosa fosse, il rosso di solito era un primitivaccio aggressivo, che ben si sposava con gli abituali 40 gradi di temperatura esterna. Quella settimana faceva infatti un caldo infernale, tale che la mattina la rifrazione dell'asfalto accecava anche i più coraggiosi. Ancora ricordo una partita a tennis, intorno alle 11.30, durante la quale fui costretto allo stop quando le scarpe si incollarono completamente al cemento del campo. Ma sto divagando.
Tornando a Lambrusco il pasto si svolgeva di solito in piena armonia, tra una chiacchiera ed una bevuta di vino. Il primitivo infatti non riuscivamo neanche a toccarlo, a causa della sua incredibile sete alcolica. Il bianco di solito non finiva mai del tutto, anche se ogni tanto vi attingeva copiosamente (sebbene io abbia il sospetto che lo scambiasse per acqua). Di tutti i pasti quello che più mi stupiva era il pranzo, dove Lambrusco riusciva (oltre che a bere come una cisterna) a mangiare quantitativi immensi di cibo, bissando poi a sera. Solitamente, dopo aver mangiato due bis di primo e di secondo, si alzava ramingo per andare a prendere un piattone di cetrioloni e frutta (che si sa "sgrassano"). Dopo aver ingurgitato la sua razione di frutta e verdura si mesceva un altro quarto di vino, si guardava intorno, per poi esclamare "vado a prendermi un po' di cozze", con il suo solito accento piemontese. E giù con l'impepata.
Una tempra incredibile ed una fibra di altri tempi, che però erano nulla se paragonati ai profondi discorsi affrontati durante le interminabili cene.
-oggi gran bella partita di tennis- iniziava il buon Nik
-è si- facevo io
-certo che tu Lò sei proprio bravo- continuava Ak rivolto a Lorenzo
-Be sai, continuo ad allenarmi a frosinone con il maestro- rispondeva Lorenzo
-Oeeeeee- si sente dai bassifondi del tavolo. Alchè tutti si girano verso Lambrusco, che è lì che rantola per dire qualcosa- Oeeeeebè, noi a Torino- momento di silenzio- abbiamo dei campi da Tennisscc...- gesto rotatorio con la mano, a significare "certi campi che voi del sud ma quando li vedete".
-Dai su "Lambrusco" prendi un po' di patate, che fanno bene!- interveniva solitamente la moglie
- E Anna! E basta co ste patate! Ma quale "fanno bene" che stai sempre li a prender patate, mi farai scoppiare!- rispondeva il salutista piemontese, che poi subitaneamente si alzava annunciando- Vado a prendere un po' di cozze.-
Una volta, affascinato dalla grandezza del personaggio, decisi di sedermi accanto a lui, per potermi beare della sua saggezza. Dopo minuti di silenzio e di grandi masticate, si girò verso di me, per intervenire nel discorso che avevamo intavolato. Appena aprì bocca mi assalì una fiatella incredibile, evidente reazione chimica al vino da tavola, per cui svenni sul posto, perdendo l'occasione di conoscere l'uomo che si celava dietro al mito.
Un mito che continua ancora oggi e che ho voluto condividere con tutti voi. Grazie Lambrusco.
Prosit!
Narrazione eccelsa di una vacanza bella e memorabile... più leggevo le righe del racconto , più ridevo ( e perdevo diottrie ) :D
RispondiEliminap.s.
'' ragazzi ma....oggi a cosa giochiamo ? '' ( a calcetto )
'' ragazzi ma....giochiamo 5 contro 5 ? '' ( eh si....calcetto....)
' ragazzi ma....a che ora ci vediamo ? '' ( facciamo le 3 )
'' ragazzi ma.....giochiamo sul prato ? ''
'' ragazzi ma.....come giochiamo a calcetto ? ''
.
.
.
.
.
una serie inenarrabile di '' ragazzi ma..... ?''
ti ricorda qualcosa ? :)
hahahahahahaahaha mi ricorda un mucchio di cose, e soprattutto mi ricorda quanto era scarso! Trent'anni d'uomo e noi costretti a giocare in 4 effettivi! xD
RispondiEliminaMonopoli docet, ci sta poco da fare!
Riesco ad immaginare l' "oeeeeeee" come se lo avessi conosciuto anche io!
RispondiEliminaGrandissimo Lorenzo :D
Vado a prendermi un po' di cozze.
ahahahahaahaha :) se ci fossi stata nche tu jox non credo saresti riuscita a trattenere le risate! un tipo unico! xD
RispondiEliminavai vai che le cozze fanno bene, mica son patate! :D
lodi!lodi!lodi!
RispondiEliminaquel'era il personaggio televisivo che utilizzava questo modo di dire? boh!
comunque: lodi! lodi! e nuovamente lodi!
ti leggo tutti i giorni
ciao
..vacanza spettacolare...bei tempi davvero! XD ma ve lo ricordate mentre giocava a tennis sotto il sole cocente paunazzo cm un peperone cn il cappello bianco e la visiera piattissima! ke SCENA!!! ho riso x mezz'ora!!! ahahahahah!..cmq questi si che sn racconti..THE BOSS
RispondiEliminauhahahaaha che m'hai fatto ricordare!!! una cosa orrendamente divertente! pagherei per incontrarlo di nuovo... W il Lambrusco!
RispondiEliminaE comunque THE BOSS tu ;)
Mado' che risate lorè.
RispondiEliminaLa prossima volta che vado a scavare in Puglia (se mai accadrà nuovamente) mi ti porto appresso solo per farti scrivere un post sull'esperienza vissuta xD
Lori, questo dei personaggi folk è un gran bel tema. Mi sono scompisciato dalle risate nel leggere e aspetto altri racconti.
RispondiEliminaTu sì che da nonno ne avresti di storie da raccontare ai tuoi nipotini!!!
Continua così
Guglielmo