Mio padre le adora,insieme alle erbe, alle misture e alle polveri officinali. Passa intere estati chino sotto il sole ardente a confabulare con le sue piantine e le sue bacche prelibate. Ma di questo parlerò in altre occasioni. Oggi voglio descrivere infatti l'utilizzo spropositato che fa dei suddetti "odori" in cucina. Se il Lunedi ci tocca degustare l'orrenda brodaglia dietetica, gli altri giorni feriali non sono da meno.
Di solito la scena è sempre la stessa: la famiglia torna a casa dopo le incombenze mattutine e vede il capostipite a lavoro nei pressi dei fornelli. In una bolgia di piatti, tegami e frullatori vari, qualcuno trova il coraggio di chiedere cosa c'è per pranzo. -Una bella Amatriciana!- potrebbe essere sovente la risposta. Al che ci si ritira nelle camere da letto, in attesa del pasto. Quando poi la pasta è pronta, fumante nei piatti, ecco che tutti noi quattro ci lanciamo sulla prelibatezza. Dopo i primi due bocconi però la masticata si fa più lenta e ponderata, fino a che un'anima pia non chiede:
- Papi, ma cosa c'è dentro questa Amatriciana?-
-niente, niente, la pancetta non lo vedi?- bofonchia Papà, tentando di rimanere impassibile.
dalle retrovie un' altra voce (la mia di solito) che sbotta- Papà 'sta pasta è proprio strana...-
-si Pa', davvero, lo sai di che sa?- rincara mia sorella.
-non sa di niente, mangiate!- tenta di chiudere il genitore, ma è troppo tardi...
- sa di... di... MENTA!- esclamiamo io, mia madre e mia sorella quasi all'unisono.
Inutile dire che ci concediamo pochi bis in questi frangenti. Alle volte poi è addirittura difficile individuare il sapore del condimento alieno. La fantasia di mio padre infatti, il quale solo all'apparenza potrebbe sembrare un distinto e pacato libero professionista di mezz'età, si scatena spesso con una furia inaudita; comportando miscellanee stravaganti e quasi azzardate. A tale genialità gastronomica applica poi una mostruosa lavorazione delle materie prime che sfiora la maniacalità scientifica. Inoltre è provvisto di una serie indefinita di varietà di condimenti. Tutte le volte che vede delle spezie ci si lancia con uno strano brillio degli occhi, acquistando quantitativi esagerati di misture varie. Al ritorno dal Marocco è stata una fortuna che non ci abbiano fermato alla dogana, non perchè avessimo infranto la legge; ma comunque sia vai a spiegare alla finanza cosa sono tutte quelle bustine piene di polveri di ogni tipo! La cosa peggiore di tutta questa situazione è che mio padre è un ottimo cuoco, sempre che si attenga alla tradizione. Ed è anche un discreto "rielaboratore" ad essere onesti. Il suo estro eccessivo però, applicato agli intoccabili mostri sacri (amatriciana, carbonara, etc), rende talvolta difficile il pranzo.
Un giorno, pensando che tutte le erbe sciorinate dal capostipite fossero sempre le stesse, mi presi la briga di catalogarle (almeno in parte) per avere una prova della loro esistenza fisica. Ne è uscito fuori una specie di compendio alchemico che se fosse stato trovato in mano ad una donna nel 1400, l'avrebbe condotta al rogo per direttissima:
Elenco delle Erbe usate dal Sommo Padre (in ordine sparso)
prezzemolo, rosmarino, salvia, timo, basilico e peperoncino (e fino a qui nessun problema)
pepe nero, pepe verde, pepe bianco e pepe rosso (ma non chiedetemi la differenza, perchè grattugiati diventano tutti neri)
menta, citronella, mentuccia, ruta (utilizzate di solito per i dentifrici)
cardamomo, cumino, chiodi di garofano (questi per fortuna non li ha mai usati tutti insieme)
noce moscata, zenzero e pimento ( la prima volta che aggiunse la noce moscata sugli spaghetti io e mia sorella dichiarammo la resa per manifesta superiorità)
cannella, curry, berberè, varie ed eventuali...
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| Libera rappresentazione della sintetizzazione degli ingredienti in casa Quadrazza |
Ora, prima di concludere il breve resoconto, voglio avvertire tutti i miei lettori che i nostri pranzi non sono sempre così. Insomma viviamo anche noi nel mondo reale e, da quando abbiamo tolto il Piccolo Chimico dalla circolazione, va tutto molto meglio. Ma si continuerà ad usare le spezie, meglio non illudersi mai del contrario...

...ahahhaha...quand'è che mi inviti a pranzo???biglietto x la"spezia"...incluso...e solo se cucina tuo padre..ovviamente!!!!
RispondiEliminaale
grande ale sei sempre la meglio xD
RispondiEliminaA pranzo ti inviterò volentieri... papà però ha la fila, è richiestissimo ormai! :-D