martedì 19 agosto 2014

MI TRASFERISCO!

Ebbene si, il Foglio continua ad aggiornarsi, lentamente ma inesorabilmente, su WordPress. Continuate a seguirmi, e magari iscrivetevi al blog: https://quadrazza.wordpress.com/

giovedì 29 maggio 2014

Disinformazione ed Emendamento Antiriciclaggio

Il mio Foglio, ultimamente silente da tempo, si sveglia per parlare, purtroppo, di politica
Cercherò di farlo in modo onesto, ed evitando lotte o critiche partitiche. Ovviamente non sono un essere amorfo, ho le mie convinzioni, e dico subito che sebbene non ami la svolta politica italiana degli ultimi anni, amo ancora meno Grillo e le sue ideologie

Una cosa però, deve essere sempre garantita, in ogni dibattito civile e democratico che si rispetti: la sana informazione e la lettura corretta delle fonti. Una cosa che probabilmente nessuno schieramento riesce a fare. La disinformazione (un cancro che sembrerebbe assurdo nell'era dell'informazione) è diventata moda dilagante e talmente naturale da venire accettata, tanto da finire spesso nel dimenticatoio della cronaca. Purtroppo però, se giornali e riviste di divulgazione hanno memoria corta, lo stesso non può dirsi dei privati cittadini, i quali spesso non capiscono o capiscono quel che vogliono capire. Le tv poi non aiutano (Le Iene ed il caso Stamina, per esempio), rendendo il tutto piuttosto preoccupante. 

Andando al succo della questione: oggi mentre perdevo tempo sul solito Facebook pensando a Dota2 ed ai Mondiali, eccomi la bacheca intasata di post venuti direttamente dal blog del famoso Beppe (qui il link). Si parla di riciclaggio e slot machine. Vengono prima descritte delle nuove tipologie di slot, attraverso le quali si può effettivamente riciclare denaro, per poi passare all'emendamento proposto dal Governo in merito all'articolo 648-bis del codice penale. Il post accusa l'emendamento di eliminare il riciclaggio semplice (quindi il solo atto di cambiare denaro o beni provenienti da fatto illecito non colposo) a causa della modifica del comma due del suddetto articolo, il quale emendato recita: a pena della reclusione tra 3 a 8 anni e della multa da 10.000 a 100.000 euro nei confronti di chi, avendo commesso un delitto non colposo, sostituisce, trasferisce o impiega denaro, beni o altre utilità, provenienti da tale delitto al fine di procurare a sè o ad altri un ulteriore vantaggio in attività imprenditoriali o finanziarie.
Cosa fa questo comma? Punisce coloro che, dopo essersi appropriati di soldi sporchi, li riciclano con l'obiettivo di un ulteriore vantaggio in attività imprenditoriali o finanziarie. Sembrerebbe quindi che tutti quelli che invece riciclino solo per lo scopo di riciclare la passino liscia. 
Peccato però che all'interno dello stesso emendamento sia presente anche un comma 1, il quale recita: Fuori dai casi di concorso nel reato, chiunque sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità che provengono da un delitto non colposo o compie in relazione ad essi altre operazioni, ostacolando così l'identificazione della provenienza del delitto è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da euro 10 mila ad euro 100 mila.
In poche parole il reato di riciclaggio, che potremmo chiamare semplice, continua ad essere punito in quanto tale, ed anzi vede, rispetto al vecchio articolo 648-bis, un inasprimento della pena. In parole povere il comma 2 prevede una fattispecie diversa, inerente all'ulteriore vantaggio; e non la fantomatica eliminazione della punizione sbandierata sul blog più letto d'Italia!

Questo è quello che intendo per disinformazione: la travisazione, dovuta probabilmente ad una disattenta lettura, di una qualsiasi fonte. Non stupisce infatti che, nei forum di diritto, l'emendamento è stato discusso da utenti, avvocati e docenti semplicemente in merito alla nuova (e più severa!) previsione di punizione, non certo come un "ulteriore vantaggio a 'ndrangheta, mafia, camorra".

Il testo dell'emendamento è fornito dallo stesso Grillo, ma pare che nessuno si sia preso la briga di leggerlo, perchè altrimenti in molti si sarebbero accorti del marchiano errore di lettura. Oggi è toccato a M5S, domani a FI, dopodomani al PD. L'importante è informarsi e non farsi imboccare.

mercoledì 25 dicembre 2013

Buon Sol Invictus a tutti!

E' arrivato anche per il blog di Quadrazza il momento di augurare ai suoi meravigliosi lettori delle buone vacanze di Natale.
Natale, dicono gli esperti del Vaticano, è quando in un improbabile mese di dicembre, denso di avvenimenti altrettanto improbabili quali neve, stelle cadenti, pittoreschi Magi ambulanti, è nato il buon Gesù.
Per altri più attaccati al senso storico delle cose invece si tratta di una rimembranza ancestrale degli antichi Saturnalia, durante i quali gli schiavi diventavano uomini liberi e viceversa, nonchè del più tardo Sol Invictus. Ma va be, storia a parte, approfitterei di questo momento per rendervi partecipi dei regali che vorrei trovare sotto l'albero quest'anno.

#1 Accompagnare i Forconi a casa loro
Secondo me la cosa migliore da fare è lasciare libera la gente di dire quello che vuole, anche se al 90% dice stupidate. I forconi però iniziano a dare fastidio, creando problemi di traffico, rumori molesti ed intasando le reti tv con quel loro dire di togliere l'euro per tornare al caro vecchio fiorino d'oro.

#2 Riportare Kiappini in Patria
Kiappini, si sa, potrebbe benissimo rimettere le cose in sesto in pochi giorni, se solo avesse voglia di farlo. Nel frattempo però studia con grande impegno il kamasutra, mentre cura un progetto didattico inerente alla capacità alcolica dello stomaco umano. La Svezia non ha bisogno di lui, ma noi si.

#3 Fate bene il vostro lavoro
Ne parlavamo con il buon Davide, ed insomma, tra politicanti grassoni e gente che pensa solo al tornaconto, qui si va proprio male. Un esempio che potrebbe calzare: è appena evaso il serial killer delle prostitute, il famigerato Gagliano. Come ha fatto? Un tunnel in stile abate Faria? No, un permesso di uscita premio di 2 giorni, che il buontempone ha usato per procurarsi una pistola, rubare una macchina e scorrazzare in giro. D'altro canto, dal carcere dicono: "non sapevamo fosse pericoloso". Per fortuna ci han pensato in Francia a riacciuffarlo...

#4 Mazzarri tolga Taider
Niente di più semplice: fate giocare qualcuno che sappia toccare la palla e togliete quel kebabbaro convinto di Taider dal nostro centrocampo. Considerando che Mazzarri non lo convincerà mai nessuno, spero almeno in Babbo Natale.

Ad ogni modo, che si vinca o che si perda, tanti auguri a tutti gli interisti, a tutti i laziali, ai miei cari amici, ai miei simpatici nemici e soprattutto che si strozzino Galliani&Berlusconi (Barbarella compresa)




lunedì 25 novembre 2013

Io Rappo (Bertoli feat Eminem)

Stavamo semplicemente chiacchierando (io e il buon Davide), quando ad un certo punto, dal nulla, mi viene in mente di controllare se Eminem era ancora grasso come una botte o se fosse riuscito a ritrovare la forma perduta.
Non chiedetemi il perchè di queste strane curiosità, ma tant'è, mi capitano spesso.
Dopo un po' di girovagare sulla rete, senza trovare nulla di rilevante per svelare l'arcano mi imbatto però in un video molto strano.


Trattasi di freestyle in stile rappo-pappo del grande Eminem.
Oh insomma, a me fan proprio cagare. Ma non riesco proprio a capire che roba è. Quindi, con l'approvazione del sempiterno Davide, vi dico, in tutta franchezza... ma non è meglio il buon Bertoli?

Tiè


mercoledì 9 ottobre 2013

Elucubrazioni fantacalcistiche

Come ogni anno il fantacalcio è partito da qualche giornata. Come ogni anno la mia squadra, brillantemente assemblata dopo giorni di faticosi studi e penosi aggiornamenti dell'ultim'ora, va forte, destinata a spegnersi dopo 12/13 giornate. Il precetto cristiano, molto ben esposto dal sig. Gesù, mal si sposa con le mie voglie di primato, ma tant'è: gli ultimi saranno i primi, e io mi ci attengo.

Come ogni anno compro tonnellate di giocatori della mia squadra, l'Inter, ed ovviamente la cosa non farà che crearmi enormi dispiaceri. Perchè alla sofferenza grandissima, inimmaginabile, di vedere i nerazzurri perdere miseramente, dovrò unire anche il dispiacere e la consapevolezza della sconfitta nel campionato fantacalcistico. E' una cosa di un masochismo talmente elevato che un po' mi spiazza.

Quest'anno però, per la prima volta nella mia vita, sono anche fidanzato. E' una cosa bellissima e ne sono felicissimo. Con un certo orgoglio qualche tempo fa mi sono messo a spiegare cosa fosse questo strano gioco di cui tutti i maschi che possano essere chiamati tali parlano per una stagione intera, alla mia ragazza, Giorgia. E' stata davvero gentile, mi ha ascoltato, ma seriamente, intervenendo con domande ben poste, segnale di un ascolto sincero e di un interesse genuino. Nonostante questo sapevo che, anche se sono davvero fortunato ad avere una persona sensibile e consapevole al mio fianco, la cosa per lei era aliena. La mente ha iniziato a vagare, si tratta di una cosa aliena per quasi tutte in realtà. Alla fine è arrivata la domanda: ma perchè lo facciamo?

Si certo la socializzazione, il calcio, la passione del pallone, eppure... perchè? Cioè non è mica poi così sano, no? Passiamo una serata intera a combattere per un' asta virtuale di fantamilioni. E li chiamiamo anche così: fantamilioni. Succede addirittura che qualcuno faccia il tirchio con i suoi fantamilioni, tutto sommato so soldi, mica si buttano. Poi ci sgoliamo per il calciatore di turno, assembliamo una squadra tatticamente improbabile, dai nomi assurdi (ricordo sempre con mestizia la A.C. IN FOX, compagine dell'amico Walter, che pensando di fare spirito ha partorito questo obbrobrio, ed ancora non abbiamo capito che vuol dire) e ci scontriamo ogni domenica per vedere chi vincerà in questa sagra della finzione. Uno stimolo possono essere i soldi (in valuta reale) in palio, ma ognuno dei partecipanti in cuor suo sa che non è così. Ognuno di noi vuole qualcos'altro, la gloria imperitura, il ricordo della vittoria.

Ed allora mi sono accorto di essere sudato, di aver rischiato di capire e di condividere quello che è un pensiero razionale, femminile, ma estraneo e privo di senso. Ho scacciato quelle elucubrazioni dalla mia testa. Ho accolto di nuovo il fantacalcio. L'ho fatto mio.

Il fantacalcio è bello, perchè è il calcio della fantasia, il calcio a cui tutti possono arrivare, le soddisfazioni alla portata di tutti, anche di quelli che non tifano Juventus. E' passione, è pazzia, è ossessione, è vivere la Serie A ancora ed ancora. E' tutto il bello del pallone, che è una delle cose più belle del mondo, racchiuso in un gioco tra amici.
Ed è anche soddisfazione. Soddisfazione di vedere il sempre odiato milanista (si, ancora lui, Walter) soffrire per il rigore sbagliato di Balotelli ed ANCHE per il suo fantacalcio, in una spirale di dolore ed agonia che procura al suo prossimo (cioè il sottoscritto) gioia ed orgasmo. E' battere gli juventini, come Alfredo e Giordanissimo, cosa che non riuscimmo a fare neanche ai tempi d'oro di qualche anno fa, quando i bianconeri l'unica cosa che facevano era batterci.

E adesso so pure primo, tiè

Classifica
SquadraPt.
Lokomotiv Loska12
PiggioTeam12
A.C. In Fox10
San Cusmano di bellasberla8
Lokomitiv La Burla7
Conad Cricket and Football Club6
A.C.Tua3
CSKA UB!K0



mercoledì 4 settembre 2013

Lutto



Il lutto è il sentimento di intenso dolore che si prova per la perdita, in genere, di una persona cara.
Il costrutto teorico di lutto presenta rilievi di notevole rilevanza sia in ambito psicologico che antropologico.
 
wikipedia (l'enciclopedia libera da Alci)

martedì 3 settembre 2013

Epic Swedish Kiappa #4

Tratto da Wikipedia.

La femmina di alce è l'animale che uccide più persone in Canada (molte più di quante non ne uccida il grizzly nordamericano). Questi grandi animali sono molto protettivi nei confronti dei piccoli, quindi le femmine vanno avvicinate con estrema cautela.
In inverno gli alci si vedono spesso nei fossi ai bordi delle strade mentre mangiano il sale sparso per sciogliere la neve. Questo minerale sostituisce i necessari elettroliti, come il sodio, che mancano nella loro dieta invernale. Infatti la loro dieta prevede un'integrazione di piante terrestri, più nutrienti ma povere di sodio, con piante acquatiche che, viceversa, sono più ricche di questo elemento ma poco nutrienti. D'inverno, i laghi gelati non lasciano loro alternativa che leccare il sale usato come antigelo per le strade, venendosi a creare dei seri problemi per la sicurezza stradale: la sua struttura corporea, un corpo massiccio sospeso su gambe lunghe ed esili, rende l'alce particolarmente pericoloso se colpito da un veicolo. Gli incidenti sono spesso fatali, sia per l'animale che per il guidatore.
Per questa ragione in Scandinavia è stato sviluppato il cosiddetto "test dell'alce", che verifica la capacità di un'auto di tenere la traiettoria dopo una violenta sterzata per schivare un ostacolo improvviso, come può essere appunto un alce.


Ordinary Kiappa #4
Una volta Kiappini si fece 4 uova e wurstel per merenda. Ed a cena aveva fame.

sabato 31 agosto 2013

FILM DA BUTTARE: Wolverine: L'immortale

In un fine Agosto sempre poco denso di emozioni, con le vacanze passate e le incombenze autunnali alle porte, io ed il mio buon amico Lembo ci siamo apprestati a perder tempo dentro al multisala Sisto, desiderosi di un po' di botte in pieno stile Wolverine. In realtà insieme a noi c'erano anche Andrea ed Annalisa, vittime di un terribile misunderstanding.
Infatti arrivati alla cassa...

-Quattro per Wolverine-
-Quattro per Kick-Ass 2-

Cassiera sbigottita, ci lascia da soli per toglierci dall'imbarazzo.

-Ma come voi non volevate vedere Wolverine?-
-E voi non volevate vedere Kick-Ass?-
-No ma io pensavo...-
-E' che tu hai detto...-
-Va be quindi...-
-Insomma, allora noi, be si...-

Eccetera eccetera. Per farla breve la morale è stata che da quattro siamo diventati due, pronti e baldanzosi per la visione di quello che, fortuna ha voluto, si è rivelato l'ennesimo FILM DA BUTTARE.


Wolverine: L'immortale (titolo originale The Wolverine), è un action movie, spin-off della serie degli X-Men, il secondo riguardante l'uomo d'adamantio. Se il primo film si rivelò per il sottoscritto una piacevole sorpresa, questo seguito (ambientato in linea temporale dopo gli avvenimenti del terzo film della serie X-Men) è a dir poco aberrante. Hugh Jackman si salva, oramai è talmente compenetrato nella parte che probabilmente crederà davvero di essere il supereroe dei film che interpreta. Per il resto la pellicola andrebbe bene per essere usata come sostitutivo di lusso dei fiammiferi e nulla più. Ringrazio il cielo per essere scampato al 3D, il quale mi avrebbe provocato, oltre ai conati di vomito standard, anche l'emicrania.

Trama (ve la spoilero, frega niente a me)
Inizia tutto con un flash-back, durante il quale il protagonista, prigioniero a Nagasaki, salva la vita ad un jappo proprio mentre gli americani sganciano il bombolone atomico. Il nipponico amico rimane stupito dalla singolare abilità del tipo nel sopravvivere ad alte concentrazioni termiche e radioattive.
Anni dopo Wolverine è dilaniato dai sensi di colpa per aver ucciso ad unghiate la sua oramai ex-fidanzata, passata durante X-Men 3 al lato oscuro della forza. Il nostro agogna una vita tranquilla ed una morte violenta, pertanto si rifugia in una regione non specificata dell'America del nord, dove si fa crescere la barba, non si lava, beve e si rattrista (perchè poi beve? Il suo fattore di guarigione lo dovrebbe prevenire da qualsiasi intossicazione, anche di tipo alcolico: per lui il whiskey è acqua!).
Wolverine (caso più unico che raro in cui i beceri editori italiani non abbiano tradotto alla lettera un nome: Ghiottone non fa lo stesso effetto) viene contattato però dal redivivo soldato salvato durante la seconda guerra mondiale. Dopo un viaggio in Giappone in compagnia di una delle ragazze più brutte che io abbia mai visto, si ritrova davanti l'ormai decrepito jap, capo di una multinazionale potentissima, che gli offre come dono la Morte. Pare infatti che il potere di Wolv possa essere trasferito da un corpo ad un altro. Stranamente però l'eroe rifiuta e, nottetempo, il decrepito muore. Non prima però che la sua cattivissima oncologa (che si rivelerà essere la mutante Viper) abbia intossicato Wolverine, bloccandogli il fattore rigenerazione.
Da questo momento in poi il film scende verso un abisso di idiozia da cui non farà più ritorno. Wolverine prende a cuore la nipote bellissima del vecchio amico, vessata ovviamente dal padre, a causa delle ultime volontà del defunto, le quali vedono la nipotina come erede dell'immensa fortuna. La bella (ma inespressiva) ragazza, è ovviamente presa di mira dal padre, che vuole per se le industrie dell'anziano genitore, dalla seducente e cattivissima Viper e dalla yakuza. Durante il funerale del compianto nonno la ragazza viene aggredita un po' da tutti, ma Wolv riuscirà a salvarla, fuggire con lei, innamorarsi e fare quello che va fatto. In tutto ciò l'assenza del fattore di rigenerazione si farà sentire, ma neanche troppo: invece che accusare in silenzio, il mitico Hugh inizierà a lamentarsi per i colpi incassati, ma nulla più. Ho contato 12 pallottole, di cui almeno 7 mortali, una decina di litri di sangue persi ed almeno 30 commozioni cerebrali. Ma a parte qualche urlo ferino, nulla di serio.
Scena madre rimane l'aggressione subita dalla coppia sul treno ad alta velocità giapponese. Il nostro eroe decide di ingaggiare battaglia sopra il tetto del proiettile con rotaie. E se capisco che lui, in quanto mutante, riesca nell'impresa, mi è parso strano che gli aggressori, che di particolare avevano solo un orrendo gusto nel vestire, non morissero tutti all'istante. Anche perchè quei treni fanno 300 km/h, si presume che questa sia la cifra del vento contrario che spira sul tetto. Grazie al fido Davide ho controllato quale dovrebbe essere l'effetto di un vento così forte:

Un uragano 5, catastrofico, tende a divellere alberi ed altre amenità...

La scena dura qualche minuto buono, e vale sicuramente il prezzo del biglietto per un film brutto.
Continuando la visione, saltando a piè pari 40 minuti di noia, arriviamo alle battute finali. Wolverine capisce che il suo fattore di guarigione è inibito da un piccolo insetto meccanico che si trova sopra il suo cuore. Decide perciò di aprirsi il petto con gli unghioni e ravanare lì in mezzo: qualcosa troverà. E' evidente che la problematica del "non guarisci più", non lo turba più di tanto. Rimesso a posto cuore, polmoni e qualche altro organo di poco conto, è finalmente pronto ad affrontare Viper. Lì però si troverà davanti ad un colpo di scena incredibilmente stupido, che mi rifiuto persino di rivelare: se siete curiosi andate a vedere il film, non vedo perchè debba sprecare soldi solo il sottoscritto.

Critica
E' chiaro che il filone dei super-eroi, che iniziava ad essere stantio già con la sequela di Dare-Devil e compagnia cantando, sta iniziando a marcire. Qualitativamente diventa davvero difficile trovare delle pellicole che valga la pena vedere, e questo non certo a causa dei soggetti, che rimangono affascinanti, quanto per colpa degli sceneggiatori: persone becere e prive di abilità nello scrivere. Non dico che bisogna arrivare all'introspezione psicologica di Batman (tanto ci penserà Ben Affleck ad abbassare gli standard), ma almeno evitare alcune cretinate lampanti, come infilare la mano nel proprio petto accusando solo un leggero pizzicore. La cosa peggiore è che questo Wolverine ha anche incassato bene, e non è stato nemmeno massacrato dalla critica ufficiale. Sembra quasi che oramai basta chiedere alla Marvel di far uscire un film, che questo diventa una hit cinematografica. Io dico "abbasta!". Il Foglio di Quadrazza si schiera contro i supereroi, ad esclusione di Batman, l'Uomo Formica, Fantozzi ed il padre di Kiappini.

Al prossimo Film da buttare!

mercoledì 3 luglio 2013

FILM DA BUTTARE: Man of Steel

Purtroppo non sono serviti a nulla i tentativi di Rotondi e Chiappini. Futile l'approccio morbido di Elisa (sorella del Kiappa), che tentava di mediare. Superman "Man of Steel" è un FILM DA BUTTARE. E come tale entrerà di diritto nell'albo d'oro del blog.

Premetto che effettivamente il film di Zack Snyder non è un obbrobrio assoluto come i due precedenti da me recensiti: c'è del buono in questo uomo d'acciaio. Ma il cattivo, a mio avviso, è nettamente superiore. Inoltre il mio blog si è prefissato il compito di evidenziare le trame scadenti, gli errori scenici, le brutture recitazionali di quelli che spesso la critica passa per film medi, sufficienti, con alto budget e cast stellare. Se volete del trash andate a guardare i film di gigione.


Per questo reboot del grande supereroe è stato chiamato alla regia il buon Zack. Proprio lui, quello di 300. Mi aspettavo difatti qualcosa di incredibilmente cupo e sanguinolento (visto anche Nolan alla produzione), ma così non è stato. Ci sono comunque parecchie cose da salvare, prima della mattanza consueta. Innanzitutto il protagonista (tale Henry Cavill, già visto in Immortals, altro filmone), che ha il giusto phisique du role. Privo di espressività, calmo e glaciale, buono come il pane, Henry assomiglia davvero a Superman, il leggendario alieno dall'incredibile senso delle istituzioni. Si salvano anche gli effetti speciali, i costumi e la fotografia, che non è fumettosa ma riesce comunque a dare luci e colori giusti per quello che poi, a conti fatti, è un racconto di pura fantasia.
Per il resto il personaggio del fumetto, gli intrecci narrativi e le interpretazioni dei comprimari, sono decisamente disgustose. Alcuni spezzoni avrebbero meritato una sonora risata, od anche un fragoroso peto d'approvazione, ma purtroppo il cinema è bello ma limitato: i vicini di posto tendono a notare certi comportamenti definiti dai più "sociopatici".
A proposito di sociopatici...

Trama (altissimo rischio SPOILER)
Superman è un disadattato. E' questa la morale di buona metà del film. La pellicola si snoda attraverso vari flashback, nei quali vedremo il giovane Clark Kent alle prese con le proprie paure, le proprie insicurezze e le sue spaventose abilità. Aiutato dagli onnipresenti genitori, l'alieno finirà per divenire l'unica speranza della Terra, il suo vero baluardo: un emblema di pace e sicurezza.
Tutto parte sul pianeta Krypto: il brillante Jor-El, padre dell'eroe (interpretato dal più grasso Russel Crowe di sempre), ruba i dati genetici del suo pianeta oramai morente, li fonde con il suo bambino e lo spara a razzo sulla Terra. Il generale Zod (il nemico di turno) prova a fermarlo, ma ucciderlo non servirà a nulla: il neonato è nello spazio. Ovviamente i Kryptoniani imprigionano il traditore Zod e lo costringono ad una fine ingloriosa dentro un buco nero. Riuscirà a scappare.
Sulla Terra intanto il giovane Kal-El è stato salvato ed accudito da Kevin Costner, che in questo frangente chiameremo Jonathan Kent. Il bambino scopre subito di essere speciale, ma la cosa gli porta solo dolore. Potrebbe abbattere un muro, friggere una mucca, volare ed emettere ultrasuoni, ma la famiglia Kent, in pieno stile Kansas, gli vieta qualsiasi approccio diverso dalla non-violenza. Il nuovo Gandhi accetta di malavoglia le direttive, che lo portano ad essere vessato dai bulli di mezza regione, anche quelli grassi.
Clark cresce, matura, inizia ad indossare maglie attillate. Si ritrova perciò a discutere delle sue origini in macchina, con la famiglia al completo (cane compreso). A questo punto sopraggiunge repentino un tornado (sono rimasto stupito anche io nel vederlo, non solo voi che leggete) e la gente decide di scappare sotto un sicurissimo ponte li vicino. Mentre i Kent si incamminano, si ricordano di non aver preso il cane con loro: «Ehi ci siamo scordati il cane!» «Chi va verso il cuore del tornado?» «Mandiamo il vecchio Jonathan, gli farà bene ai reumi »; e così il vecchio va a salvare il cane, con Superman al sicuro sotto al ponte. Ovviamente il cane si salva, ma per il lento Kent la fine è vicina: prima si incastra allo sportello, poi si distorce la caviglia e rotola in maniera buffa lungo l'asfalto. Quando però incrocia gli occhi del figlio (che voglio ricordarlo è Superman) alza la mano, fa per bloccarlo: non è ancora arrivato il momento di svelarsi al mondo. Così Kevin Costner muore, nella maniera forse più ridicola della storia. 
Con ben pochi rimorsi sulla coscienza (Batman ne aveva di più, nonostante per fermare i killer dei genitori avrebbe potuto al massimo lanciare un lecca-lecca) Clark inizia un lungo vagabondaggio, sempre in autostop, che lo porterà fino ad uno dei due circoli polari. Lì troverà una navicella di Krypto che, gli rivelerà il suo passato, e farà si che arrivino anche i suoi acerrimi nemici: il generale Zod e la sua cricca. Il loro obiettivo è ridurre la Terra ad una nuova Krypto ed uccidere tutti in maniera selvaggia e senza senso. 
Per farla breve Superman trionferà e la Terra continuerà a vivere sotto la sua egida. Che fine fa Zod? Be, cosa particolare per Superman, verrà ucciso dallo stesso (lui che di solito non uccide quasi mai nessuno), ma si tratta dell'unica parte della pellicola rispondente a realtà: nel numero 22 della serie a fumetti originali Zod verrà ucciso proprio dall'Uomo d'Acciaio.

Critica
La critica si rivolge soprattutto agli sproloqui della trama. Superman un povero disadattato? E Dare Devil cosa dovrebbe dire? Lui è cieco! Il vestito del nostro eroe poi? Gentilmente offerto dal padre genetico che glielo fa trovare dentro la navicella. Previdente e lungimirante. Il simbolo della S? Da sempre simbolo del più grande eroe di sempre è stato invece trasformato nel simbolo della casata di El. A detta del grasso Russel Crowe vuol dire "speranza". Speranza che il film finisca presto, al più. E che fine ha fatto la kryptonite? Non si sa. La cosa migliore rimane però la prestanza fisica di Lawrence Fishburne. Uomo tutto d'un pezzo. Grazie a lui io e Alfredo ci siamo potuti rifare gli occhi, rivedendo un attimo il bel Morpheus, più tonico che mai.


Questi sono all'incirca otto Morpheus.
Che dire, dopo due ore e quaranta di proiezione le mie orecchie stavano esplodendo, un po' come i cervelli degli sceneggiatori quando hanno deciso di scritturare quella scimmietta di Amy Adams per la parte della bellissima (?) Lois Lane. Amy è la stessa, per la cronaca, della bellissima scena di The Master dove si premura di masturbare un obeso Philip Seymour Hoffman. Ragazzi, quanti FILM DA BUTTARE ci sono ancora!

lunedì 17 giugno 2013

Meno male che Silvio c'è!

Di solito il Foglio non parla mai di politica, vista la natura sempre molto sbarazzina ed irriverente dei post da me pubblicati. Però alla fine, come dice il filosofo (non ricordo quale) "La politica non è tutto, ma tutto è politica", per cui non posso evitare di lanciarvi una pillola di attualità.
Per mantenere frizzante e divertente il mio intervento ho dovuto perciò selezionarne una dal più grande cabarettista di sempre: il nostro ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Grazie Silvio per riempire i nostri giorni di risate!

Riguardo alle recenti discussioni sull'IVA:
"Si sfori il patto Ue, tanto non ci cacciano" Silvio Berlusconi.

domenica 16 giugno 2013

Epic Swedish Kiappa #3

Per la serie Epic Swedish Kiappa abbiamo un reperto storico condiviso dalla mitica sorella dell'ormai Svedese sul noto social Facebook. Trattasi di una estemporanea letterina di Natale, nella quale il nostro Marco, oltre ad evidenziare una malcelata riluttanza al contraddittorio verbale, preferendo già all'età di otto anni quello fisico, si cimenta in una prova grammaticale di singolare maestria. Vera chicca rimane l'appello al "pensiero" per i bambini più poveri. Nessun accenno a qualsivoglia regalo. D'altro canto il Kiappa è stato fatto ambasciatore Unicef a soli dieci anni, un motivo ci sarà.
Grazie Marco per amarci tutti quanti!
(Le Alci sono colpevoli di genocidio secondo la  Corte Penale Internazionale).

Ordinary Kiappa #3
S. Natale 1997
Cari mamma e papà, nella mia letterina metterò anche te, sorellina e anche la nonna, Simone, i cugini, gli zii.
Io non vorrei avere cose "materiali" e vi prometterò che non vi farò più inquietare ma vorrei che sorrideste di più. Cara mamma, ti prometto che metterò in ordine,da solo, la cameretta come stavo facendo la sera del 14 dicembre e non dirò più che sei cattiva. Papà, lo so che lo fai per me, ma le prossime volte picchia più piano, io so che sarai d'accordo. Elisa, sorellina, ti prometto che faremo tante cose belle insieme. Nonna, ti voglio tanto bene e per piacere non dirmi più che te ne vai perchè io prendo la cosa sul serio. Simone, da quando hai trovato la ragazza, io non valgo più niente, quando sono venuto io ti ho dato un pugno ma la prossima volta non ti guarderò più in faccia! Cari cugini, vi voglio un sacco di bene, anche a voi zii. Mamma, papà, nonna, cugini, zii: almeno in questo giorno pensiamo ai bambini poveri!
Vi voglio tanto bene.
Vostro Marco


domenica 9 giugno 2013

FILM DA BUTTARE: Batman&Robin

Innanzitutto una comunicazione di servizio molto importante: ho eliminato i commenti Google+ dal blog perchè mi sono accorto che gli unici abilitati al commento erano gli stessi utenti Google+ (grazie Dilù). Ripristinando la vecchia modalità blogger potrete di nuovo sentirvi liberi di insultarmi, anche in via anonima.

Tornando a noi, per la serie "batti il ferro finché è caldo" eccoci ad un nuovo appuntamento con Film da Buttare. Oggi parleremo di una pellicola che ho rivisto, purtroppo, dopo anni di beata amnesia, giovedi sera su Sky. Parliamo di Batman&Robin. Ho sempre confuso i due film di Schumacher riguardanti il cavaliere oscuro. Pensavo infatti che Batman Forever fosse la schifezza, e l'altro quello passabile. Rivedendo anche Forever debbo dire che il giudizio è cambiato: Forever è una schifezza, Batman&Robin è un suicidio neurale.  Scelte di casting sbagliate, sceneggiatura ai limiti del ridicolo, battute di una stupidità che avrebbe fatto impallidire gli orribili comici di Colorado e la presenza di Schwarzenegger hanno fatto si che oggi non potessi fare altro se non inserirlo nella lista dei peggiori di tutti i tempi. Vi auguro come sempre una buona visione!


Batman&Robin è l'ultimo film riguardante la figura dell'Uomo Pipistrello prodotto da Warner Bros, fino al completo reboot effettuato in tempi più recenti da Nolan, e conclusosi poco fa con Il ritorno del Cavaliere Oscuro
Quando la Warner, visti gli incassi strepitosi di Batman Forever, decise di commissionare al buon Joel un seguito puntò tutto sugli aspetti più commerciali del brand. Il film doveva essere improntato completamente sulla vendita di giocattoli, tanto che possiamo dire che il vero mentore di Bruce Wayne in questo episodio non è tanto Ra's al Ghul quanto il sempreverde Babbo Natale. Ci concentreremo dopo su trama e critica, ma è bene introdurre subito alcuni aspetti fondamentali. George Clooney è Bruce Wayne. Nel senso che un personaggio alto due metri è stato interpretato da 180 cm scarsi di uomo. Ovviamente Uma Thurman (nell'unico ruolo azzeccato di Poison Ivy) è stata dovuta accorciare di qualche centimetro (cosa non riesce a fare della buona pasta abrasiva!), per non far sfigurare il protagonista. Chris O'Donnell è Robin, "il ragazzo maraviglia" (cit. i fumetti originali del 1960), in un ruolo che lo consacrerà al pubblico oblio. MA il pezzo da novanta rimane il malefico Dr Freeze, che sembra pennellato per le toniche spalle di Arnold Schwarzenegger. Può un gracile scienziato, per di più menomato tanto da non sopravvivere con temperature più alte dei 50° sotto zero, il quale deve la sua pericolosità alla sua incredibile tuta ed alle armi tecnologiche che porta seco, essere interpretato da Conan il Barbaro? Parliamo inoltre di un personaggio dalla psiche molto complessa, che agisce in maniera criminale, spinto però non dalla malvagità pura, ma dall'amore per la moglie, irrimediabilmente congelata. Immagino Arnold, quando a suo tempo lesse le descrizioni del suo ruolo, farsi una bella grattata al plesso solare, un sorso di frullato di uova e sudore di gnu, ottocento flessioni, per poi esclamare: «Ho voglia di un CALIPPO!». E fu subito scritturato.
(Qui sotto un estratto del film dove possiamo vedere i due eroi intenti a salvare il mondo grazie all'igiene orale).




Trama

In questo quarto appuntamento Bruce Wayne/Batman e Dick Grayson/Robin dovranno affrontare tre supercriminali. Il primo (in netta dissonanza con le storie DC) è un campione olimpionico/premio Nobel/superpazzo scienziato con il pallino per la resurrezione. Cercando disperatamente di salvare la propria moglie ibernata (ma anche clinicamente morta) diventerà un essere immondo e stranamente muscoloso di nome Dr. Freeze. Suo obiettivo è creare un'arma congelante pericolosissima per ricattare la città a finanziare il suo progetto di ricerca. Il fatto che per far funzionare la sua arma debba rubare dei diamanti, dal valore pari forse al doppio della cifra necessaria per il finanziamento non sembra minarne l'attività criminale.
Contemporaneamente a questa vicenda vediamo anche nascere l'altrettanto malefica Poison Ivy. Dottoressa amante dell'ambiente viene trasformata in una specie di pianta vivente. Porta con se Bane, egastolano gonfio di glutammina e creatina. Non si sa bene cosa voglia e perchè uccida gente, ma per lo meno è molto bella. 
A complicare le cose ci si mette anche la storia parallela della nipote del maggiordomo Alfred. Di giorno esile studentessa, di notte partecipa a delle corse clandestine. Interrogata su questa non brillante attività risponderà che le servono soldi per dare una degna pensione allo zio Alfred. Che, ricordiamolo ancora una volta, è il maggiordomo, nonché unico amico, dell'uomo più ricco di Gotham City. E' evidente che necessiti di pensione e contribuiti. Le pecche della trama insomma si fanno sentire a partire dal quinto minuto di visione, per terminare con dei titoli di coda davvero ben fatti, unica nota positiva del film.
(Batman vince, ovvio).

Critica

« Se ci fosse qualcuno a guardare, che... diciamo, ha amato Batman Forever, e aveva grandi aspettative per Batman & Robin, se li ho delusi in qualche modo, allora vorrei tanto scusarmi, perché non era mia intenzione. Volevo solo farli divertire. » Joel Schumacher

Bat-capezzoli in evidenza
 Cosa dire della critica di questa mostruosità? Battute ridicole, costumi sovraprodotti, Bat-capezzoli! Seriamente, qual è la necessità per Batman di avere i capezzoli sulla pettorina? Intimorire i fuorilegge con la loro turgida sensualità? E' evidente che siamo di fronte ad uno dei peggiori esempi di cosa possa fare la mente umana di fronte alla necessità di monetizzare fino alle estreme conseguenze. E' talmente difficile esprimere la bruttura di questa opera che non rimane altro che consigliarvi spassionatamente di vederlo il più presto possibile. Alla fine potrebbe risultare positivo, nonchè culturalmente importante, sapere che anche Batman ha toccato il fondo. 

«Guardia 1: Benvenuto a casa, "faccia da brividi"!
 Guardia 2: Tu sei il raffreddore, e noi siamo la cura!
Mr. Freeze: Se permettete rompo il ghiaccio. Il mio nome è Freeze. Imparatelo bene, perché sarà il suono raggelante della vostra sconfitta!» Battute esilaranti by Arnold.

Premi e Riconoscimenti

Concludiamo elencando i numerosi premi e riconoscimenti vinti da questo meraviglioso film.

Razzie Awards  1997 premi:

  • Peggior attrice non protagonista" (Alicia Silverstone)


Razzie Awards 1997 nomination:
  • Peggior film;
  • Peggior regia (Joel Schumacher);
  • Peggior attore non protagonista (Chris O'Donnell);
  • Peggior attore non protagonista (Arnold Schwarzenegger);
  • Peggior attrice non protagonista (Uma Thurman);
  • Peggior sceneggiatura originale (Akiva Goldsman);
  • Peggior coppia (George Clooney e Chris O'Donnell);
  • Peggior canzone originale "The end is The Beginning is The End" (Billy Corgan);
  • Peggior remake, spin-off, sequel;
  • Peggior disattenzione verso la vita umana e la proprietà pubblica.


venerdì 7 giugno 2013

FILM DA BUTTARE: John Rambo.

Oggi voglio inaugurare un nuovo tag del blog (dopo il gettonatissimo Epic Swedish Kiappa), che spero possa rivelarsi proficuo e seguito. Si tratta delle mie personalissime, brevissime e ganzissime recensioni dei Film da Buttare. L'idea non è originale, lo so, così come forse non lo saranno i post. E nella sua non originalità mi è stata comunque suggerita dalla cara vecchia Jox. Insomma doppiamente non originale. Ma chi se ne importa, io li scrivo uguale ed amen. Le modalità saranno queste: quando e se avrò il tempo per concedermi un po' di sano autolesionismo, cercherò di visionare qualche film brutto per poi recensirlo.

Oppure, come in questo caso, scoverò qualche film brutto per pura fortuna, sperando durante tutta la proiezione in qualcosa di bello che non arriverà mai. John Rambo è il primo eclatante caso di vera bruttura. Ho pensato a lui perchè le recensioni orali che ne ho fatto sono sempre state molto apprezzate, ed è giusto per i posteri mettere nero su bianco. Buona visione!



Soddisfatto del suo lavoro...
John Rambo è il seguito degli acclamati Rambo I, II e III. Ho amato questi film nella fase della tarda adolescenza, per merito della loro bonaria evoluzione verso lirici parossismi di idiozia. Assodata la bellezza del primo titolo (che pur potendo non piacere nel genere è effettivamente un cult), e l'inutilità degli altri due, che però possono entrare di diritto tra i blockbuster del filone "action", si arriva a questo quarto appuntamento. Certo a Stallone va il merito di aver ripreso il suo vecchio cavallo di battaglia a 26 anni dalla prima apparizione.

Fine dei meriti di Stallone.

Demerito maggiore dei produttori invece è stato quello di aver affidato la regia a Stallone stesso. Il film dura 90 minuti, durante i quali l'ex militare americano non fa altro che propugnare un intenso messaggio di pace a forza di mutilazioni e sparatorie.

Trama

La trama è semplice: John, oramai disulluso e stanco di disinfettarsi ferite in ogni angolo del globo, si ritira per trovare la pace e la serenità a lungo agognate. Sceglie pertanto di andare in Thailandia, vicino al confine con la Birmania. Inutile dire che la zona è dilaniata da un conflitto sanguinosissmo tra i birmani (i cattivi) e tutti gli altri (i buoni). Dettaglio irrilevante, Rambo si dedica al redditizio commercio dei vettori fluviali (il barcarolo), senza alzare mai le mani. Fino a quando un gruppo di missionari non decide di andare a dare da mangiare ai bambini africani residenti in Thailandia. Rambo cercherà di infischiarsene ma, quando scoprirà che gli ingenui cristiani sono stati fatti prigionieri, tornerà ad imbracciare le armi. 81 uccisioni dopo (sono davvero 81, le hanno contate), destituito il regime militare birmano e scoccate all'incirca 350 frecce, Rambo torna negli Stati Uniti per farsi curare la paresi facciale.

Il video riporta le uniche frasi proferite da Rambo nel film. Sono senza senso indipendentemente dal fatto che manchino i 20 minuti precedenti a questi fotogrammi.


Critica

"John Rambo (Rambo) è un film d'azione drammatico del 2008 diretto e interpretato da Sylvester Stallone." Wikipedia

La citazione mi ha colpito profondamente. Drammatico è sicuramente l'aggettivo giusto per l'interpretazione e la regia di Sylvester. Per il resto la pellicola è uno spasso di inutile spargimento di sangue e dialoghi al limite del ridicolo, nel quale alle classiche rivendicazioni di pura malvagità dei cattivoni si alternano gli slogan dell'ultima campagna di Green Peace. Ho trovato la seconda stagione di Don Matteo molto più matura e formativa al confronto. Certo è che rimane affascinante notare come Sylvester, nonostante gli anabolizzanti, sia ancora in grado di sfoggiare movenze quasi umane, riuscendo in alcuni fotogrammi a muovere anche le labbra.

Pensiamo poi anche al budget di 50 milioni di dollari, utilizzato quasi tutto per convincere Stallone che avrebbe dovuto solo fare finta di uccidere le comparse. Tirando le somme siamo di fronte ad un capolavoro della bruttezza, una chicca di proporzioni bibliche che non potete fare a meno di vedere in famiglia, quando la serata langue e nei momenti in cui si è più bisognosi di risate, affetto e calore umano.

"Chi sei tu... l'avrebbero stuprata 50 volte e a te avrebbero tagliato quella testa di cazzo... chi sei tu, chi siete voi... Torniamo indietro." John Rambo.


venerdì 10 maggio 2013

Epic Swedish Kiappa #2



Ordinary Kiappa #2
Una volta Kiappini mangiò fette biscottate per merenda. Due confezioni.

giovedì 9 maggio 2013

Epic Swedish Kiappa #1

Insomma Kiappini sta per andarsene da Roma. Roma, la città che lo ha accolto come un figlio, che lo ha cresciuto, che lo ha reso uomo. Ma andiamo con ordine.
Kiappini è un mio grandissimo amico. Un personaggio straordinario, fuori dal comune, incredibile. Gentile, sempre disponibile, allegro, dinamico, ottimista. Insomma un amico vero. Ne abbiamo passate tante insieme. Ora ha deciso, dopo la sua laurea in informatica, di partire per l'Orgasmus, la fallimentare proposta di studi dell'unione europea. Scopo principale di questi viaggi è copulare e lasciare DNA in un paese d'oltralpe che, a malincuore, accetta di ospitare persone talentuose e superdotate. In tutti i sensi. Kiappini ovviamente è uno di questi. A settembre quindi se ne andrà, meta la Svezia. Scegliendo la Svezia il mio Kiappa ha anche firmato la sua condanna a morte. Perchè sebbene gli auguro il meglio (e so che si divertirà), sono anche consapevole che li, in mezzo alle nevi, rischierà la morte. Ho calcolato, grazie ad un'equazione di mia invenzione, che le probabilità di decesso per Kiappa sono pari al 50%. Il 99% della probabile causa della prematura dipartita sarà attribuibile (sempre grazie ad una mia formula) alle creature più schifose che abbiano mai posato gli zoccoli su questa terra: le alci. Le alci sono animali mostruosi. Per chi non lo sapesse sono dotati di manto peloso, quattro zampe, corna immense. E si contraddistinguono per l'incredibile cattiveria. Calpestano i neonati. Mangiano le scorte alimentari dei villaggi. Razziano le città. Derubano le vecchie. La loro incredibile violenza ha reso i paesi nordici quello che sono oggi: deserti senza vita. Kiappa dovrà affrontare tutto questo. Spero ce la possa fare.
Ecco perchè, per ricordare il già compianto amico, ho deciso di lanciare questa serie di post dedicati alle gesta epiche di Marco. Quando me ne sovviene una non mancherò di scriverla sul blog, per poter un giorno elencarle tutte e raccoglierle in delle memorie.

Ordinary Kiappa #1
Una volta Kiappini cercò di rimettere una doga del letto nel suo incavo naturale a mani nude. La spezzò.

martedì 7 maggio 2013

Lista delle cose che mi danno fastidio

E' da tanto che non scrivo sul blog (come sempre la mia voglia di scrivere oscilla tra periodi di sovraproduzione esagerata, come quando dichiaravo guerra agli ombrelli, e momenti di lucido silenzio), pertanto approfitto per elencare tutte le cose che mi danno fastidio. La mia mania ossessivo compulsiva non accenna a diminuire, e non posso che condividerla con i miei pochi (ma buoni) lettori. Premetto che si tratta di una lista che tende all'infinito, ma per questo piccolo post ho cercato di inserire solo i fastidi più particolari. Non preoccupatevi, sono tutte cose che effettivamente mi danno fastidio, ma ho evitato di inserire le solite "i maleducati", "la gente che puzza", ed insomma i tantissimi motivi di rabbia incontenibile che, pur se giustificati, rimangono comunque abbastanza banali.


  • Il rubinetto che goccia. In base ad esperienze passate posso dire con certezza che esistono persone che lasciano il rubinetto gocciare apposta, solo per farmi impazzire. Persone come Walter.
  • Walter, per i motivi di cui sopra e probabilmente anche sotto.
  • L'infortunio di Milito. Poteva benissimo farsi male qualcun'altro. Che so anche Napolitano, frega niente a me della politica.
  • La gente politicamente corretta.
  • Le comunità Valdesi. Non ho mai visto un Valdese in vita mia, ma sono sicuro che si tratti di gentaglia.
  • Berlusconi.
  • I coni gelato di polistirolo.
  • I polaretti al gusto arancia.
  • Il mio dentista (un assassino con licenza).
  • Itunes. Perchè per me la sincronizzazione è ancora un mistero, e sono condannato a sentire sine die Frank Sinatra.
  • Jimmy Hoffa, visto che quando sento il bisogno di parlare di lui i più si disinteressano, mentra una piccola parte di ascoltatori mi tratta anche male.
  • Il figlio di Jimmy Hoffa, che forse ha proprio ucciso il padre, ma in ogni caso fa il suo stesso lavoro e quindi piove sempre sul bagnato pure in America.
  • Il Milan. E' il concetto di Milan che mi disturba. Insomma se Pinochet fosse presidente di una squadra di calcio la tifereste? Tra l'altro Pinochet aveva un senso delle istituzioni molto più sviluppato e profondo di quello di Berlusconi.
  • L'assenza di simmetria.


Questo è solo un assaggio, di cose che mi danno fastidio ci si può riempire un treno merci. Anche i treni merci mi danno fastidio, qualcuno li ha mai visti? Esistono o sono solo una scusa per poter fare delle argute comparizioni? Odio molto anche le comparizioni ora che ci penso, ad esclusione di quello dove posso insultare Morolo.

sabato 16 marzo 2013

Bambini...

Scusate, ma ci sta tutto.




venerdì 8 febbraio 2013

Malattia

Un breve aneddoto di vita vissuta che vi farà ridere, riflettere, o forse ridere riflettendo.

Mi reco al "Village" di via De Lollis con la seria e ferma intenzione di aggiornare la mia tessera della mensa. Perchè la mensa dell'università propina un mappazzone di verdure (che viene spacciato come primo piatto) che mi manda letteralmente in brodo di giuggiole. Contando poi che sono l'unico che lo prende, visto che solitamente il resto del menù è più che dignitoso, ad esclusione ovviamente della sbobba di verdure; gli inservienti sono anche molto generosi con le dosi.
Ma sto divagando.
Insomma, faccio la fila allo sportello, arriva il mio turno, mi presento davanti all'impiegata con tutto l'occorrente ed espongo le mie esigenze. Consegno l'ISEE, il bollettino pagato, e poi rispondo ad alcune semplici domande.

"Facoltà?".
"Giurisprudenza" bofonchio io.
"Matricola?".
"E' scritta sulla tassa".
"Anno di immatricolazione?"

Ed ecco che scopro con enorme disappunto della signora al banco che non ricordo l'anno di immatricolazione. Non credo di averlo mai saputo. Inutili anche i tentativi di ricordarlo.

"E' proprio necessario?"
"Eh si è, che famo sennò" fa lei stizzita.
"Ma non saprei lo metta a caso".
"......" mi fissa, poi suggerisce "Scusa t'eri appena diplomato no?"

La cosa francamente non risolve la mia amnesia. Mi sono diplomato, ma quando non lo so. Poi, tanto per citare Raf, flash ripetuti nella mia testa ed ecco che affiorano i ricordi... Donadoni, Europei, quarti di finale, Spagna, rigori....

"Ce stavano gli Europei signò! 2008/2009, ovvio!"

La non troppo gentile inserviente evita di sputarmi in faccia solo a causa della presenza del vetro protettivo (ma poi a che servono quelle lastre? L'amministrazione pubblica è consapevole del rischio di aggressione e le inserisce in qualsiasi ufficio?) e finalmente mi aggiorna il tesserino.
Esco infine da lì con il cuore gonfio di tristezza e di mestizia. No, non era la cocente figuraccia a disturbare il mio animo straziato.

Certo che Di Natale e De Rossi potevano segnarli quei due maledetti rigori...

mercoledì 26 dicembre 2012

Buon Natale!

A Natale siamo tutti più buoni...
Anche lui.


lunedì 17 dicembre 2012

Blasfemie prenatalizie

"Uè Lore ce la sai la novità?"
"No non ce la so..."
"Il Papa sta su twitter! Che tempi!"

Ho accolto la notizia con un mugugno. Poi però, leggendo le costanti, irriverenti (a tratti anche esageratamente volgari) domande riferite al Sommo Pontefice sul social network ho iniziato anche io ad elaborare un quantitativo di enigmi che da sempre mi pongo, senza trovare mai risposta valida. Non la trovo perchè anche chiedendo a professori di Religione, amici, parenti o sacerdoti nessuno potrà mai svelarmi la Verità. Nessuno tranne il Papa. Eh si, perchè il Vicario di Cristo è infallibile, almeno ex cathedra. Spiegherò meglio con una citazione colta tratta dall'altrettanto infallibile wikipedia:

Il dogma dell'infallibilità papale, contenuto nella costituzione dogmatica della Chiesa Pastor Aeternus approvato dal Concilio Vaticano Primo il 18 luglio 1870, nell'imminenza della fine del potere temporale, afferma che il magistero del papa deve essere considerato infallibile quando viene espresso ex cathedra, cioè quando il papa esercita il «suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani» [...] e «definisce una dottrina circa la fede e i costumi». Pertanto, quanto da lui stabilito «vincola tutta la Chiesa cattolica».
Mi pare una spiegazione convincente e verosimile. Ecco perchè ho preparato un discorso, che raccoglie vari dubbi sulla tradizione cattolica, soprattutto quella natalizia, che esporrò in questo post. Poi, approfittando di twitter linkerò l'articolo a Benedictus, sperando che possa rispondermi celermente. E soprattutto che lo faccia ex cathedra, con una bolla o quant'altro, così da confermare ufficialmente la dottrina.

Partiamo dal principio. Innanzitutto, vorrei sapere che fine hanno fatto i doni dei Re Magi. A parte che questi Re Magi per qualcuno sono solo astronomi, per altri veri e proprio monarchi, ma glissiamo. Diciamo pure che un giorno, vedendo una cometa, non uno, neppure due ma ben tre Re hanno abbandonato i loro rispettivi regni per seguirla. "Dove vai Melchiorre?" "Vo a seguire la cometa, non torno per cena", deve essere andata più o meno così.
Insomma arrivano a Betlemme, adorano il Bambinello e lo omaggiano con del gradito oro e dell'inutile incenso e mirra. Pur supponendo che Maria, in un impeto di deodorazione ambientale, abbia bruciato tutte le scorte di tali profumi, dell'oro che ne è stato fatto? Gesù infatti peregrina insieme alla famiglia in condizioni economiche prossime alla povertà, fermo restando però che uno scrigno d'oro non doveva esser poco per l'epoca. San Giuseppe era un cattivo investitore o c'è dell'altro? A questo risponderà il Papa.
Altro grandissimo mistero che il Papa deve svelarmi è: che fine fa San Giuseppe? A partire dal rientro dall'Egitto infatti la famiglia Santa non accenna minimamente alla presenza del povero padre putativo. Ovviamente parlo dei Vangeli, gli unici scritti ufficiali che possiamo utilizzare. Esiste anche un apocrifo che dà San Giuseppe morto a centoundici anni, ma molto prima del trapasso di Gesù. Insomma calcolando una trentina d'anni vorrebbe dire che Giuseppe prese in sposa una giovanissima Maria all'età biologica di almeno 70 anni. A questo punto sono sinceramente convinto che Gesù non possa essere figlio del Santo, ma ovviamente di Dio. Anche qui vorrei l'ultima parola di Benny, soprattutto perchè in tutto ciò il Nazareno mi pare un figlio un po' degenere, non ricordando mai il padre adottivo neanche una volta.

Direi che queste due grandi questioni possano bastare.
Non voglio offendere nessun credente con queste domande che sono davvero sincere e spontanee. Non è certo in base a degli anacronismi storici che si può basare la fede (anche se l'Istituzione Chiesa ogni tanto ci prova). Anzi è normale trovare spunti discordanti riguardo ad una storia successa esattamente 2012 anni fa.
Se poi consideriamo che ancora non si sa quando sia nato Robert Redford (leggete il mio articolo a riguardo), perchè dovremmo stupirci di qualche discrepanza natalizia?